
Cos’è SRG 88088 e perché è strategico per ESRS
Metodo SRG 88088 – ESRS – CSRD
Il sistema strutturato per integrare la sostenibilità nella governance aziendale
Il giro di caccia tra le aziende che gestiscono il settore delle sostanze chimiche si è svolto negli stati uniti, con i sistemi che hanno fatto parte delle aziende del mercato. Il fatto è quindi molto più complesso delle altre sostanze di cura che Continua a leggere z pak price lei vuole consumare e che in realtà è più complicato da far venire. L’alimento più pregio e meno pericoloso della dieta.
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Lo SRG 88088 – Sustainability Management è uno standard di Sistema di Gestione per la Sostenibilità che consente di integrare in modo strutturato i requisiti ESG nei processi aziendali.
Con l’entrata in vigore della Direttiva UE 2022/2464 (CSRD) e l’applicazione degli ESRS (European Sustainability Reporting Standards), la sostenibilità non è più solo rendicontazione, ma parte integrante della governance e dei sistemi di controllo interno.
In sintesi:
CSRD impone l’obbligo normativo di rendicontazione
ESRS definisce cosa deve essere comunicato
SRG 88088 fornisce il sistema organizzativo per farlo correttamente
A differenza di un semplice modello di reporting, SRG 88088:
integra governance, gestione del rischio e controlli interni
rende i dati ESG tracciabili e verificabili
facilita audit e verifiche secondo gli standard internazionali
protegge la business continuity e il valore dell’impresa nel tempo
Lo Studio Italservice Consulting, Facility Point Gold della Scuola Etica di Alta Formazione Leonardo, supporta le imprese di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza nell’implementazione di Sistemi di Gestione ESG conformi a SRG 88088, in coerenza con CSRD ed ESRS.
La sostenibilità, oggi, non è un documento.
È un sistema integrato che rafforza governance, resilienza e valore aziendale.

Criptovalute estere da dichiarare nel Modello RW già prima del 2023
La sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di Modena n. 582/2025
La disciplina fiscale delle criptovalute continua a essere oggetto di attenzione da parte dell’Amministrazione finanziaria e della giurisprudenza tributaria. Una recente pronuncia chiarisce un aspetto di particolare rilievo per i contribuenti: l’obbligo di monitoraggio fiscale delle criptovalute detenute su piattaforme estere sussisteva già prima del 2023, anche in assenza di una norma nazionale espressa.
Il principio è stato ribadito dalla sentenza n. 582 del 17 dicembre 2025 della Corte di Giustizia Tributaria di Modena, che ha confermato le sanzioni irrogate dall’Agenzia delle Entrate per omessa compilazione del quadro RW negli anni d’imposta 2018 e 2019.
Il caso esaminato dalla Corte
Il ricorrente era stato condannato in sede penale per riciclaggio e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, attività svolte tramite piattaforme del dark web.
Dalle indagini era emerso che l’uomo gestiva in modo professionale wallet online e operazioni di exchange, movimentando ingenti valori in criptovalute, stimati tra 200.000 e 300.000 euro.
A seguito degli accertamenti, l’Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di irrogazione di sanzioni per gli anni 2018 e 2019, contestando la mancata compilazione del quadro RW del Modello Redditi, previsto per il monitoraggio delle attività estere di natura finanziaria.
Le tesi delle parti
La posizione del ricorrente
Il contribuente sosteneva che, negli anni oggetto di contestazione (2018–2019), non esistesse un obbligo dichiarativo specifico per le criptovalute, in quanto:
- prive di una collocazione geografica definita;
- espressamente disciplinate dal legislatore italiano solo a partire dal 2023.
Secondo questa impostazione, l’obbligo di compilazione del quadro RW non avrebbe potuto essere applicato retroattivamente.
La posizione dell’Agenzia delle Entrate
L’Amministrazione finanziaria, invece, riteneva che:
- le criptovalute costituissero attività estere di natura finanziaria;
- i relativi valori, anche se di provenienza illecita, fossero comunque soggetti agli obblighi di monitoraggio fiscale;
- trovasse applicazione l’art. 4 del D.L. n. 167/1990, in materia di monitoraggio degli investimenti e delle attività estere.
La decisione della Corte
La Corte di Giustizia Tributaria di Modena ha rigettato il ricorso, confermando integralmente l’impostazione dell’Agenzia delle Entrate. Le motivazioni principali si articolano in tre punti chiave.
1. Custodia estera delle criptovalute
Il ricorrente utilizzava una piattaforma di exchange registrata in Finlandia, che gestiva le chiavi private dei bitcoin.
Secondo la Corte, tale circostanza configura una vera e propria custodia estera delle attività, rendendo applicabile la disciplina sul monitoraggio fiscale.
2. Obbligo di dichiarazione già prima del 2023
Pur riconoscendo che la normativa italiana sulle criptovalute sia stata esplicitata solo dal 2023, la Corte ha richiamato la giurisprudenza europea, evidenziando che la Corte di Giustizia UE aveva già assimilato le valute virtuali alle attività estere di natura finanziaria.
Di conseguenza, l’obbligo di indicazione nel quadro RW sussisteva già in base all’art. 4 del D.L. 167/1990, anche per gli anni antecedenti all’intervento normativo nazionale.
3. Conferma delle sanzioni
È stata ritenuta legittima l’applicazione della sanzione minima del 3% sul valore nominale delle criptovalute detenute e non dichiarate.
Esito del giudizio
- Ricorsi riuniti: rigettati
- Condanna alle spese: il ricorrente è stato condannato a rimborsare 5.000 euro all’Agenzia delle Entrate
Considerazioni operative per i contribuenti
La sentenza in commento assume particolare rilevanza pratica perché:
- rafforza l’orientamento secondo cui le criptovalute detenute su exchange esteri sono soggette a monitoraggio fiscale;
- conferma che l’obbligo di compilazione del quadro RW non nasce nel 2023, ma trova fondamento in principi già applicabili negli anni precedenti;
- espone i contribuenti a sanzioni rilevanti in caso di omessa dichiarazione, anche per annualità ormai considerate “storiche”.
Alla luce di tali sviluppi, è opportuno verificare attentamente la propria posizione dichiarativa, valutando eventuali profili di regolarizzazione, anche con riferimento a periodi d’imposta antecedenti al 2023.
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“Commercialista criptovalute Modena e Reggio Emilia – quadro RW ed exchange ester”
Read MoreMarket Entry, B2B, Investment, M&A, Market Development in Emerging & Global Markets
Panoramica globale M&A 2025 e outlook 2026
Nel 2025, il valore complessivo delle operazioni di M&A a livello mondiale ha raggiunto circa 4.900 miliardi di dollari, segnando una solida ripresa sostenuta da operazioni strategiche, consolidamenti settoriali e investimenti in tecnologia, cybersecurity, AI e infrastrutture.
Per il 2026, le previsioni indicano:
- una crescita selettiva ma strutturale dell’attività M&A;
- un ruolo centrale delle operazioni mid-market e cross-border;
- un’elevata disponibilità di capitali da parte di fondi di private equity e investitori strategici.
Focus India
L’India si conferma uno dei mercati M&A più dinamici a livello globale, con operazioni concentrate nei settori tecnologia, fintech, healthcare, energia rinnovabile e manifattura avanzata. Il Paese rappresenta un hub strategico per investimenti internazionali orientati alla crescita di medio-lungo periodo.
Focus Africa
Nel continente africano, l’attività M&A continua a svilupparsi grazie a investimenti in energia, infrastrutture, telecomunicazioni e servizi digitali. L’interesse degli investitori è sostenuto da trend demografici favorevoli e programmi di sviluppo economico regionale.
Focus Cina
La Cina mantiene un ruolo centrale nel panorama globale M&A, con un approccio sempre più selettivo e orientato al consolidamento domestico e alle acquisizioni strategiche in ambito tecnologico, industriale e manifatturiero avanzato.
Focus Stati Uniti
Gli Stati Uniti restano il principale mercato M&A mondiale, trainati da operazioni di grande dimensione nei settori technology, healthcare, energia e servizi avanzati, oltre a una forte presenza di fondi di private equity e investitori istituzionali.
Il valore di Italservice International
Italservice International opera con una rete consolidata di professionisti ed esperti locali in oltre 50 Paesi, offrendo assistenza personalizzata e consulenza strategica su misura per ogni fase del processo di investimento, market entry e operazioni di M&A.
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Dott. Massimiliano Pifferi
M&A Department
The Italian Industry 4.0 challenges the most technologically developed states
The market has grown by 25% from the last year, but we still can’t imagine how much more it can grow in the nearest month. The reason is the National Plan of Industry 4.0 published recently by the Italian government. Many business owners were waiting for its publication to use the benefits it describes for the following investments. If the expectations get realized, by the end of the 2017 the Italian Industry 4.0 market will grow by 30 in comparison to the 2016. In only two years the investments of the Italian companies in the digital transformation will double and will have a chance to overtake other European countries. The expectations from the Italian Industry 4.0 are so high that there is even a risk that the suppliers could face difficulties to keep on with the highest demand on the digital products.
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Dr. Massimiliano Pifferi
Director of M&A Department
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